L'Ungheria ha ben 22 regioni vinicole. Mi piace descriverle come virgole, sul foglio bianco di una storia che in gran parte è ancora tutta da scrivere. Certo, tutti conoscono il vino ungherese grazie a Tokaj, la regione più nota anche tra i non addetti ai lavori, per via dei suoi fantastici vini dolci, di lunghissima tradizione.
Tokaj, in realtà, sintetizza bene anche la storia moderna della viticoltura ungherese, rappresentando la via ormai intrapresa da qualche decennio dai viticoltori, proiettati - a mio avviso - verso un futuro ancora più luminoso e sempre più riconoscente.
La crisi internazionale dei consumi dei vini dolci e passiti, dovuta anche ai nuovi regimi alimentari che mettono al centro la "battaglia" agli zuccheri, ha convinto i produttori a guardare a nuove forme di penetrazione dei mercati.
La fine del Socialismo in Ungheria, nei primi anni 90, assieme all'avvento delle nuove generazioni di viticoltori, ha fatto il resto. Tokaj ha iniziato a colloquiare in maniera più "aspra" col suo vitigno principe, il Furmint. Iniziando - passatemi la metafora - a dargli del "tu", al posto che del "lei": senza attenere, cioè, che il manto nobile della Botrytis cinerea ne avvolgesse gli acini.
NON SOLO VINI DOLCI IN UNGHERIA
Una rivoluzione sintetizzabile in tre lettere, scomodando la lingua inglese: Dry. Avete capito bene. La produzione di vini secchi - "dry", col Furmint a fare da leva e da traino per gli altri vitigni, è la vera sfida del futuro di Tokaj e, se vogliamo, dell'intera Ungheria.
Un passo indietro, per certi versi, per farne cento in avanti. Il Furmint secco, non botritizzato, mostra al mondo quanto l'Ungheria abbia da dare al mondo degli appassionati di vino, in termini di modernità del gusto (fresco, salino, teso, beverino, "croccante") e capacità di rivelare le caratteristiche del terroir, il più delle volte di matrice vulcanica.
Ma la buona notizia in realtà non è questa, bensì la presenza di decine di varietà autoctone ungheresi meritevoli di essere scoperte e amate. Nella mia selezione per vinoungherese.it, ho cercato di valorizzare le espressioni più autentiche di vitigni semi sconosciuti come Budai Zöld, Csókaszőlő, Ezerjó, Hárslevelű, Irsai Olivér, Juhfark, Kabar, Kadarka, Kéknyelű, Királyleányka, Kövérszőlő, Leányka, Kékfrankos, Portugieser, Nektár, Olaszrizling, Turan, Zengö, Zéta e Zeus.

Il tutto senza dimenticare gli internazionali, prodotti in Ungheria con ottimi risultati, accanto a varietà ritenute erroneamente (e superficialmente) minori, nel panorama internazionale. Parlo dunque di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Furmint, Grüner Veltliner, Merlot, Moscato Bianco, Moscato Giallo (Sargamuskotály).
E ancora: Muscat Ottonel, Pinot Grigio, Pinot Nero, Riesling renano, Müller-Thurgau (Rizlingszilváni), Sauvignon Blanc, Syrah, Gewürztraminer (Tramini) e Zweigelt. Infine, ma non ultimi - udite, udite - Sagrantino (l'uva di Montefalco) e Sangiovese (il vitigno che ha reso grande la Toscana, nel mondo).
TRENTANOVE VITIGNI NEL NOSTRO CATALOGO: DUE TERZI SONO AUTOCTONI
Le avete contate? Ben 39 varietà, utili a portare in Italia un'Ungheria sconosciuta, ancora tutta da scoprire. Una selezione che valorizza sua maestà Tokaj, tanto quanto le regioni meno note, caratterizzate per lo più da terroir vulcanici. Dove orientarsi, in primis, dovendo scegliere?
Se la "seconda stella a destra", per dirla con Bennato, è l'Isola che non c'è, la prima stella, al centro, in Ungheria, è senza dubbio Somló; la più permettente delle "virgole" della storia da scrivere sul vino ungherese. Una piccola zona vinicola arroccata sulle pendici di un vulcano, nella macro regione del lago Balaton (altra zona di grandissimo potenziale, per i vini che è capace di “sfornare” e per le straordinarie potenzialità di evoluzione dell’enoturismo locale).
Ma non si possono scordare grandi vini di Eger, Villány, Szekszárd, Zala, nonché quelli di Bükk, Matra, Mór e Pannonhalma, prodotti tanto da varietà autoctone quanto internazionali, a bacca rossa e bianca.
In questo senso, Vinounghrese.it non è un semplice e-commerce ma il primo, ricercato capitolo di un volume che vogliamo sfogliare pagina dopo pagina, con chi vorrà scoprire assieme a noi i migliori vini d'Ungheria e le bellezze di una nazione che ha l'oro dentro. Una selezione di cuore, che non fa tuttavia sconti agli altri sensi (nel vino il "cuore" è un senso, che sta a metà tra il tatto e il gusto).
Troverete in vendita solo vini di terroir, capaci di mostrare le peculiarità di ogni regione vinicola ungherese, con la precisione che ci si deve aspettare da un artista: innamorato della propria terra e dei propri frutti, al punto tale da volerli dipingere nel calice senza difetti e col minimo intervento possibile in cantina.
Tutti i vignaioli e le cantine in catalogo credono e praticano il caposaldo del buon vino che si fa in vigna. Vignaioli che, come me, hanno un amore viscerale per le sfumature.
Davide Bortone - wine selection Vinoungherese.it
d.bortone@vinoungherese.it
