Il mensile cartaceo nazionale QBquantobasta pubblica sul numero di febbraio 2021 un ampio approfondimento su vinoungherese.it e sulla nostra ricerca dei migliori vini ungheresi, soprattutto da varietà autoctone.
QBquantobasta, testata attenta a "gusto e buongusto", apprezza la presenza nel nostro catalogo di varietà uniche come lo Juhfark (letteralmente "Coda di Pecora"), tesoro della collina vulcanica di Somló. O la possibilità offerta a professionisti e winelovers italiani di degustare vini rarissimi, prodotti con vitigni ancora sconosciuti come Csókaszőlő, Ezerjó e Kéknyelű, nonché la Kadarka.
Su vinoungherese.it non manca tuttavia un filo diretto con l'Italia. Dettaglio che non sfugge a Qbquantobasta, che racconta anche dei vini ottenuti da vitigni molto noti in Italia, che hanno trovato una "seconda casa" in Ungheria.
Il riferimento è al Sagrantino di Montefalco, allevato da un unico produttore, Heimann di Szekszárd, che grazie alle barbatelle dell'uva umbra ha iniziato a produrre ormai da diversi anni due etichette molto interessanti (il pordentoso "Franciscus" e il freschissimo "SXRD").
Ma c'è spazio anche per il re dei vitigni della Toscana: il Sangiovese. Con il curioso nome di "Tabunello", il vignaiolo Török Csaba celebra il proprio amore per l'uva che nel nostro Paese dà vita a grandi classici come il Brunello di Montalcino o il Chianti, di cui quest'etichetta è figlia adottiva.
Qbquantobasta segnala infine la presenza del più popolare e apprezzato tra i produttori del cosiddetto "vino naturale" ungherese: Hummel, vignaiolo tedesco che ha sparigliato le a Villány, ben affiancato dai giovani eresi dell'altra cantina di Villány, Wassmann Biodynamic Winery.
Lőczedombi Olaszrizling Single Vineyard - SINGOLA VIGNA D'AUTORE - 2021
